Nei momenti felici di una grande nazione, la gioventù prende gli esempi; nei momenti difficili, li da.

venerdì 5 agosto 2011

ATTACCO FINANZIARIO ALL'ITALIA. Come intrerpretarlo

Pubblichiamo questo interessante articolo tratto dalla rivista Eurasia. A parte le opinioni personali dell'autore dell'articolo contro "Berlusconi che governa solo per i suoi interessi", che noi non condividiamo assolutamente, l'analisi dello scenario internazionale e dell'attacco speculativo all'Italia è correttissima. Buona Lettura!



Cosa si nasconde dietro gli attacchi all’italia? L’italia è un paese in crisi economica con un debito pubblico che rappresenta praticamente il 120% del PIL, ma ha ancora enormi ricchezze e tante imprese pubbliche che fanno grossi guadagni e quindi molto appetibili. Ma c’è una ricchezza di cui nessuno parla: l’Italia ha la quarta riserva di oro al mondo. L’attacco all’Italia è finalizzato a “derubarla” delle sue imprese pubbliche e delle sue immense riserve auree. L’oro è un prodotto strategico e lo sarà sempre di più nel futuro immediato, per cui fa gola.


Attacco all’oro dell’Italia
Lo scorso mese di maggio l’agenzia di rating, Standard & Poor’s, aveva tagliato la prospettiva italiana da stabile a negativa, con la motivazione che il potenziale ingorgo politico poteva contribuire ad un rilassamento nella gestione del debito pubblico, da cui derivava un impegno incerto nelle riforme a sostegno della produttività. Quindi per S&P’s diminuiscono le prospettive dell’Italia per ridurre il debito pubblico.


Dpo Standard & Poor’s anche Moody’s inizia il pressing contro l’Italia, annunciando che il rating italiano ”Aa2” è sotto osservazione e potrebbe essre ridotto. Le motivazioni, ovviamente sono le solite: le debolezze strutturali dell’Italia, la probabile crescita degli interessi, l’incapacità di tenere sotto controllo i conti pubblici e quindi il debito pubblico.
Dalla settimana scorsa, l’attacco all’Italia si concretizza: inizia il crollo della borsa, aumentano gli interessi sul debito pubblico Italiano e la manovra presentata dal Governo con l’inasprimento di bolli e balzelli sui titoli di stato potrebbe far allontanare gli investitori da questi titoli, con la conseguenza di far aumentare ulteriormente gli interessi. Successivamente tale manovra è stata ritirata.
Nella sola giornata del’11 luglio i buoni italiani a due anni sono crollati del 19,88%, pssando da 3,53 a 4,203; negli ultimi giorni hanno un po recuperato, ma siamo sempre a livelli che triplicano i tassi dell’aprile del 2010, poco più di un anno fa; infatti il 16 aprile i bond a 2 anni erano a 1,27.
Anche la borsa italiana è scesa fino a 18.295,19 l’11 luglio, per poi risalire leggermente nei giorni successivi e chiudere la settimana del 15 luglio a 18.450,45; se consideriamo che lo scorso 18 febbraio aveva raggiunto il massimo per l’anno in corso a 23.273,80, significa che da allora, in questi ultimi cinque mesi ha perso il 20% circa.
Inoltre, se consideriamo che l’indice della borsa italiana era a 41.074,00 il 9 di ottobre del 2007, giorno in cui il Dow Jones fece registrare il suo massimo storico, significa che da allora sta perdendo circa il 55% e se, infine, consideriamo che approssimativamente 4 anni fa, il 18 maggio del 2007 l’indice della borsa italiana era a 44.364,00 significa che da allora sta perdendo il 60% circa. Ricordiamo anche, che il 9 marzo del 2009 l’indice FTSE MIB era sceso a 12.332,00; quindi al momento è ancora ben sopra quella quota e dunque se dovesse continuare a scendere non sarebbe una novità. Due anni fa, insomma la borsa era in una situazione peggiore.
Come mai l’attacco all’italia?
Il Financial Times in un articolo dello scorso 10 luglio titolava: “Gli hedge fund Usa scommettono contro i bond italiani”. In realtà, da anni i giornali anglo-americani ed in particolare gli organi ufficiali del capitalismo, come il “The Economist” o il “Financial Times” sono all’attacco dell’Italia. Si sono scagliati anche contro Silvio Berlusconi, massimo rappresentante del capitalismo italiano, praticamente da 17 anni alla guida del paese, alternandosi con i rappresentanti del liberismo del centro-sinistra (Ciampi, Dini, Amato, Prodi).
Come abbiamo già scritto in varie occasioni, il signor Berlusconi, sceso in política per risolvere esclusivamente i suoi problemi, nel pensare troppo agli affari suoi ha finito per frapporsi agli interessi delle grandi multinazionali, della globalizzazione, dei fautori di progetti vuoti come il “Nabucco”.
Il Cavaliere sa bene che le necessità energetiche (primariamente quelle sue e poi, indirettamente quelle degli italiani) non possono essere coperte dai globalisti, dagli anglo-statunitensi e con la sua adesione al progetto di oleodotto South Stream, che si contrappone all’oleodotto “Nabucco”, di interesse anglo-statunitense, necessariamente ha finito per inimicarsi gli USA, che evidentemente hanno deciso di scaricarlo, di liberarsi di lui quanto prima (consiglio sul tema l’articolo: “Gli Stati Uniti, il gasdotto South Strean, Berlusconi e la sinistra”).
Per questa ragione, ultimamente abbiamo assistito a continui viaggi in Usa di politici italiani, alleati (oggi ex) ed avversari di Berlusconi. Negli USA sono stati il suo ex alleato Gianfranco Fini (Vedasi: “E’ Fini la nuova carta degli USA” oppure “Giancarlo Fini interlocutore privilegiato degli USA“) e Massimo D’Alema, rappresentante del partito anglo-statunitense in Italia, di cui la fedeltà al liberismo è ben provata, fin dall’epoca dei bombardamenti della ex Jugoslavia, quando era capo del governo italiano; negli USA è stato perfino Nichi Vendola che ha incontrato il non certo progressista Schwarzenegger (Vedasi: “Vendola incontra Schwarzenegger“).
Sembra veramente strano, ma tutti stanno giocando contro l’Italia ed in particolare contro Berlusconi che alla fine, per certi versi, un po’ facendo marcia indietro, un po’ grazie alle circostanze è risucito, almeno per il momento, a salvare la pelle, ovviamente quella politica, ossia la sua carica di capo del governo. In ogni caso il suo destino è segnato; non andrà avanti per troppo tempo.
E gli italiani, in particolare il proletariato italiano, andrà di male in peggio! I neo moralisti e puritani nostrani che stanno attaccando Berlusconi per via degli scandali sessuali e che presto si sostituiranno al governo di Silvio Berlusconi, sono i rappresentanti di Goldman Sachs, della BCE, del FMI, del partito dei globalisti e degli anglo-statunitensi, che continuamente attaccano l’Italia.
Dunque, perchè i continui attacchi anglosassoni al Cavaliere ed all’Italia? Berlusconi certamente non è attaccato per i suoi scandali sessuali! E’ da ingenui credere una cosa del genere.
L’Italia è un paese in crisi, in profonda crisi economica, con un debito pubblico praticamente impagabile, attorno al 120% del PIL e con le principali imprese del paese che a causa della caduta dei tassi di guadagno si stanno riubicando altrove, in zone che permettono guadagni superiori a quelli dell’Italia. Ma l’italia, pur in profonda crisi ha ancora tanti gioielli, molto appetibili e che le multinazionali anglo-americane sperano di “comprare” a prezzi stracciati.
Gli interessi dei globaloisti e degli anglosassoni puntano a privatizzare quanto c’è rimasto da privatizzare in Italia: dall’ENI, di cui una parte è ancora in mano allo stato, così come pure l’Enel, oltre a Finmeccanica, Fincantieri, Trenitalia, Poste, Televisione pubblica, Ospedali e centri sanitari all’avanguardia nella ricerca, Università, Scuole e imprese municipalizzate, come quelle dell’acqua e della raccolta dei rifuti. A tutto ciò va aggiunto che l’Italia possiede un ricco patrimonio paesaggistico e ambientale, decisamente invidiabile e un ricchissimo patrimonio artístico; in Italia è concentrato il 60/65% di tutti i beni artistici e archeologici dell’umanità.
A tutto questo va aggiunta una ulteriore ricchezza posseduta dall’Italia, di cui nessuno parla: il suo oro!
Nessuno ne parla, ma l’Italia ha la quarta riserva di oro del mondo, che allo scorso giugno ammontava a ben 2.451,80 tonnellate, che al prezzo odierno dell’oro equivale a circa 100 miliardi di euro. Solo FMI e due stati, USA e Germania, hanno riserve auree superiori alla riserva italiana. L’oro è un prodotto altamente strategico destinato a rivalutarsi fortemente nel futuro inmediato, per cui questa ricchezza è molto appetibile.
In questo momento, l’oro italiano è il principale obiettivo su cui hanno messo gli occhi i globalizzatori.
Quindi, l’Italia pur essendo un paese in forte crisi, possiede ingenti ricchezze. Come impossessarsi o meglio derubare queste ricchezze all’Italia ed al popolo italiano? Approfittando dell’enorme debito pubblico, i grandi predatori con l’aiuto dei propri rappresentanti all’interno del paese, ovvero i liberisti nostrani, gli stipendiati di Goldman Sachs, FMI, BCE, Federal Reserve, World Bank, WTO ed affini faranno pressione per ridurre il debito pubblico attraverso la privatizzazione, la vendita, ovviamente a prezzi fortemente scontati, dei beni sopra citati. Come già successo con la privatizzazione delle grandi banche statali, ad esempio, negli anni novanta, lo stato incasserà delle somme che andranno ad incidere in minima parte sulla riduzione del debito, ma allo stesso tempo l’Italia perderà definitivamente i grandi guadagni che queste imprese producono.
La privatizzazione, come insegna la storia, non è mai servita a risolvere i problema di un paese, anzi li ha ingigantiti. Pertanto, nei prossimi anni l’Italia andrà incontro a problemi economici moltio più gravi. Il mancato introito dei guadagni derivanti dalle imprese pubbliche privatizzate, la riduzione della spesa pubblica e lo smantellamento del welfare state, dello stato assistenziale, ma anche l’incremento della disoccupazione e la riduzione dei consumi accentuerà la crisi, che porterà alla chiusura di ulteriori imprese; tutto ciò si ripercuote ovviamente anche sugli introiti dello stato, dato che si determina una riduzione del gettito fiscale, una riduzione delle imposte dirette ed indirette e per conseguenza lo stato avrà sempre meno soldi da distribuire. Come insegna la storia recente, per esempio dell’Argentina o dell’Ecuador, per restare all’America Latina, la conseguenza diretta sarà una inevitabile esplosione sociale, placabile solo con la repressione, con la forza ovvero con una dittatura.
Il futuro dell’Italia appare sempre più nero ed inveitabilmente il popolo italiano sarà costretto a riprendere la via dell’emigrazione.
Come mai gli attacchi a Berlusconi, uno dei massimi rappresentati del capitalismo italiano? Berlusconi, da quando è al governo, fra una orgia e l’altra non ha avuto il tempo di continuare con la svendita del patrimonio italiano, occupandosi esclusivamente degli affari suoi, ovvero di come risolvere i propri problema giudiziari. Ai globalizzatori ha concesso poco, certamente molto meno di chi lo ha preceduto e quindi è normale che sia attaccato. Berlusconi, però dovrebbe comuqnue essere ringraziato dai globalizzatori anglo-aemricani, perchè con la sua política ha contribuito non poco ad incrementare il debito pubblico italiano, dando quindi una grossa mano ai globalizzatori che sulla base del forte debito pubblico, lasciato in eredità anche da Berlusconi, potranno chiedere a gran voce che si proceda con la massima urgenza alla privatizzazione di tutto quanto è possibile svendere.
Ricordiamo che Berlusconi, la prima volta che arriva al Governo era stato preceduto da Carlo Azeglio Ciampi, e questi poco dopo essere diventato capo del governo, il 30 giugno del 1993 nomina un Comitato di consulenza per le privatizzazioni, presieduto da Mario Draghi, uomo Goldman Sachs, non a caso, oggi, arrivato alla presidenza della BCE.
Ciampi aveva proseguito la svendita del patrimonio italiano iniziata dal socialista Giuliano Amato, braccio destro di Craxi (inspiegabile miracolato dai giudici che provvidero a far piazza pulita della classe politrica italiana di allora) e dal “lottizzatore” democristiano Romano Prodi; Romani Prodi venne così definito, per il suo comportamento quando era presidente dell’IRI, da Franco Bechis in un articolo pubblicato su Milano Finanza: “Prodi, all’Iri, lottizzò come un democristiano“.
Sul tema delle privatizzazioni in Italia, invitiamo ancora una volta a leggere l’articolo di Eugenio Caruso su Impresa oggi: “Iri tra conservazione e privatizzazioni“
Insomma l’attacco al Cavaliere si spiega perchè non è considerato all’altezza dei suoi predecessori privatizzatori e quindi si preme per un immediato ritorno di questi.
L’attacco all’italia è finalizzato al furto del suo oro, del suo enorme patrimonio ambientale, artístico e archeologico e delle imprese pubbliche dai grandi guadagni.

giovedì 7 luglio 2011

EROI ITALIANI: OPERAI E SOLDATI (di Marcello De Angelis)

Le nazioni si abbeverano al sangue dei martiri. Non esiste una retorica patriottica pacifista. Ciò che cementa i popoli, ciò che rende inaccettabili gli egoismi, è la memoria di quanti hanno sacrificato la vita perché altri potessero vivere. O vivere meglio.
Una nazione è il prodotto del sacrificio di molte generazioni e di molti uomini e donne. Molti sono morti per segnare o difendere un confine entro il quale essere padroni del proprio destino. Molti sono morti domando la natura. Molti sono morti costruendo case che proteggessero altri, ponti che permettessero loro di mettersi al sicuro, difese dalle invasioni o dai cataclismi. Molti muoiono per poter garantire un tetto ai propri familiari, il nutrimento, l’educazione.
Molti escono di casa baciando i propri figli e dicendogli: “papà deve andare al lavoro”. Alcuni non tornano più. Ogni anno più di mille. Come in una guerra. Altri indossano una divisa, anche loro salutano le mogli e i figli: “Papà va lontano, a lavorare”. Nessuno dice ai figli “papà va a combattere”, né quando va in Afghanistan, né quando va al cantiere. Eppure di questo si tratta. Lontano dall’ipocrisia e dai proclami, dalle strumentalizzazioni dei manifesti e dei comizi, si parte con la consapevolezza di andare a combattere. Forse si torna, forse no. Eppure si va. Solo per i soldi? Non ci crede nessuno. Anche chi va a lavorare spinto dalla miseria, non ci va solo per i soldi. Ci va perché l’uomo è fatto per andare via e tornare con il necessario per la propria famiglia. E oggi sono sempre più numerose le donne che si assumono questa responsabilità e questo rischio.
Si può evitare che qualcuno muoia? Si può garantire che tutti i soldati tornino indenni? Che nessun lavoratore rischi di farsi male? Forse non ci riusciremo mai. Anche i soldati che restano a casa a volte muoiono. Ma non hanno scelto la divisa perché amavano restare chiusi in casa.
Lavoratori, in divisa o in tuta:non si può salvarli tutti, ma ricordarli si deve. Perché tutti apprezzino il loro sacrificio e perché il loro esempio possa salvarne altri.

di Marcello De Angelis dal Secolo d'Italia

venerdì 1 luglio 2011

Il ricordo di Pietro Taricone, che odiava i salotti e amava l'avventura.



Pietro Taricone ha avuto “una fine da guerriero, una fine dove fatalmente si mescolano l’uomo con il personaggio, la finzione con la realtà, il coraggio con la malasorte”. Icona della prima edizione del Grande Fratello, dopo l’ubriacatura di notorietà, l’attore campano aveva demolito colpo su colpo ogni stereotipo sui protagonisti dei reality.
Come? Scegliendo la sobrietà, lo studio della recitazione, l’impegno nel sociale, il paracadutismo con Casapound (aiutava i meno abbienti ad avvicinarsi alla disciplina finanziando un prestito d’onore da restituire in dieci rate). Ai ritrovi di star e starlette nelle discoteche preferiva la vita ritirata con l’amata Kasia Smutniak. In campagna, lontano dai riflettori, per praticare i valori più sani su cui si fonda una comunità familiare. Un anno fa “O’ Guerriero” ha trovato la morte nel tragico atterraggio a Terni dopo un lancio da 1500 metri.

Andava a scuola nello stesso liceo di Roberto Saviano. L’autore di Gomorra dopo la sua scomparsa, scrisse una lettera a Il Mattino: “E lui sulla soglia del circo mediatico seppe prendersi il suo tempo, scegliere il suo percorso, approfittare dell’opportunità avuta per studiare e migliorarsi. Non farsi ferire dalla bile o dalle accuse per il successo che in certe parti d’Italia è la colpa peggiore. Amava volare, “perché il cielo non tradisce” come ogni paracadutista sa. A tradirlo è stato l’atterraggio, è stata la terra”. Con Saviano, Taricone condivideva la passione culturale per gli “irregolari”: si erano formati su autori scomunicati dalla sinistra, da Julius Evola a Ernst Jünger. “Ero di destra da ragazzo - raccontò Taricone - come lo si è allora, da idealisti, per aver letto Hegel e Nietzsche alla dannunziana. (...) Al liceo mi affascinava il pensiero della destra mitologica, l’incarnazione della forza, Fichte, l’architettura ideologica del fascismo. E mi chiedevo sempre: chi è cchiù forte, Kant o Hegel? Gentile o Croce?”.

Non era un settario, aveva sullo zaino la fiamma tricolore e il volto di Che Guevara, come molti ragazzi del Fronte della Gioventù. Di tutte le “meteore” passate dai reality, è stato l’unico a conservare un nome ed un cognome. Era insofferente ai “ritmi” del guru Maurizio Costanzo, stretto nel ruolo di “bullo della Casa”. E allora tagliò la corda e decise con umiltà di ritagliarsi uno spazio per “merito”, non per grazia ricevuta dalla sovraesposizione mediatica legata al format Endemol. Insomma si giocò fino in fondo la partita nel mondo dello spettacolo, senza dimenticare l’amore per la compagna e la figlia: “Al mattino mi sveglio e bacio Sophie e Kasia”. Aveva grinta e personalità per imporsi e nella sua troppo breve stagione terrena comprese che non era utile piegarsi ai conformismi: “Vado in televisione solo se ho qualcosa da dire. In tv vogliono che io racconti le mie emozioni, le mie passioni... Ma stiamo pazziando? L’atteggiamento bullesco serve proprio a questo: a cautelare la propria intelligenza. Io lo chiamo pudore”. Ecco, ci mancherà il suo pudore.


di Michele De Feudis da robertoalfattiappetiti.blogspot.com

martedì 28 giugno 2011

L'amore più puro è quello omo? Allora al diavolo la purezza.

La palma d'oro della settimana va al Te st imonial Universale e valoroso onco logo Umberto Veronesi che ha detto: l'amore più puro è quello omosessuale, perché è fine a se stesso e non mira a pro­creare. Capisco il professor Veronesi, e non mi riferisco all'età grave, ma con la sua fama di tombeur de femmes e di pa dre plurimo aggravato, con tanti figli, for se vorrà scusarsi di aver ingravidato trop po. Da estremista solitario, radicalizzo la sua tesi e la porto alle conseguenze estreme: se è così, l'amore più puro è quello del masturbatore che non conta mina eros con i corpi ma vive la passione erotica allo stato ideale, nell'immagina zione, appena aiutato da una mano. Ev viva Onan, che non è la posizione eroti ca del nano capovolto, ma è il biblico per sonaggio che amava il sesso solitario, o se vogliamo elevarlo, il vizio leopardia no. Quella sarebbe la vera purezza, pro fessore, il sesso autarchico e idealista, al tro che quel groviglio di corpi, quel pa sticcio di saliva, sudore e sperma. Per non gettare il bambino con l'acqua spor ca, Veronesi getta il bambino, così l'ac qua torna pulita.

A nobilitarla, la sua tesi è l'applicazione della teoria di Scho­penhauer: per lui l'amore è una trappola della specie, si serve dell'istinto sessua le per perpetuarsi tramite gli arrapati. Ma la teoria di Schopenhauer è caduta miseramente sul preservativo: con il condom, la pillola o la spirale, si aggira l'astuzia della specie per riprodursi, ep pure non è cessato l'impulso erotico. Il suo messaggio, professore, è brutto, in una società senza figli e con famiglie in crisi. E non perché sia una marchetta ai gay, ma perché degrada il ruolo dei genitori e la procreazione.

Se l'omoses sualità è pura, la paternità è sporca. Leg gevo la battuta di Veronesi la mattina del 24 giugno. Era San Giovanni e per la prima volta nella mia vita non potevo fa re gli auguri a mio padre e sentire ogni anno più flebile e accorato il suo ringra ziamento. Se non ci fosse stato il suo amore impuro con mia madre, non sarei qui. E così i miei figli, e voi tutti, e lei, professore. Se quell'amore era impuro, preferisco vivere in una sporca società. Al diavolo la purezza.

(di Marcello Veneziani da Il Giornale)

giovedì 16 giugno 2011

Un giardino in memoria di Francesco Cecchin


Da questa mattina il giardino di piazza Vescovio sarà intitolato a Francesco Cecchin. Francesco era, come tanti suoi coetanei, un ragazzo impegnato in politica, nel Fronte della Gioventù. Più volte minacciato da attivisti di sinistra mentre affiggeva manifesti, una sera, mentre passeggiata con la sorella, fu inseguito, aggredito e scaraventato da un muro altro tre metri. Francesco è morto il 16 giugno del 1979, a soli 17 anni, dopo un’agonia di settimane. Le indagini furono tardive e piene di omissioni, e di conseguenza il processo che ne seguì non ha reso né verità, né giustizia. A pochi metri dal luogo in cui fu ritrovato il corpo agonizzante di Francesco, ora vi è un luogo dedicato al ricordo e alla riflessione.

Una tappa importante, frutto di un percorso della memoria che, al di là dell’appartenenza politica, deve rimanere patrimonio condiviso di pacificazione di tutta la città di Roma, che negli anni di piombo pagò un prezzo di sangue altissimo. Tante sono le strade, le vie e i giardini dedicati a giovani vite spezzate dalla violenza politica. Un tributo doveroso, un gesto di partecipazione verso le famiglie e un monito per le giovani generazioni, affinché non dimentichino e imparino che il confronto politico non può mai degenerare nell’odio e nell’annientamento dell’avversario.

Proprio per questo è inaccettabile l’appello lanciato da un presunto gruppo di intellettuali di sinistra, capitanati dall’ex presidente della Camera, Fausto Bertinotti, contro l’intitolazione del giardino a Cecchin. Perché tanto astio? Perché strumentalizzare politicamente un atto dovuto di umanità e di ricordo? Evidentemente questi presunti intellettuali di sinistra solo dei paladini dell’intolleranza e della faziosità, che non riescono a fare i conti con la storia, che non hanno ancora compreso il valore della parola “pacificazione”. Rimandiamo al mittente questa penosa e sterile polemica e affidiamo agli abitanti del quartiere e della città la memoria di Francesco.

dal "Secolo d'Italia"

lunedì 13 giugno 2011

HANNO VINTO I SI, MA NON HA PERSO BERLUSCONI.



Una schiacciante vittoria quella dei Si ai referendum che si sono tenuti questo weekend. Gli Italiani esprimono la loro contrarietà al nucleare, alla privatizzazione dell'acqua e al legittimo impedimento. E ora?
L'intero arco costituzionale, compresa la maggioranza, parla di volontà indiscutibile dei cittadini italiani, che esprimono la loro grande voglia di partecipazione alle decisione riguardanti le sorti del paese. Ma ovviamente i soliti uccelli del malaugurio, i soliti benpensanti, equiparano questo risultato referendario ad un sondaggio anti-centrodestra.

MAI COSA PIU' SBAGLIATA.

Se gli Italiani non vogliono il ritorno dell'energia nucleare, questo significa automaticamente che il governo Berlusconi deve andare a casa? La risposta non può che essere NO.
Sono in tanti, a destra, tra le file di Lega e di Pdl, ad aver votato SI per l'abolizione del nucleare. Loro vogliono forse che il governo caschi? Assolutamente no. Si chiama semplicemente libertà di coscienza.
La sinistra, nascosta, ma nemmeno tanto, dietro alle sigle dei vari "comitati per il si", ha festeggiato come se il Governo fosse caduto, e si è appropriata del risultato di questo referendum come se gli antinuclearisti fossero solo a sinistra.
Vadano a cercare cos è l'associazione Fare Verde, poi ne riparliamo.


Il tema del nucleare, dell'acqua e persino del legittimo impedimento, sono temi trasversali, che ognuno, libero da diktat del partito, ha votato liberamente. Si ha notizia che anche persone di sinistra come la scienziata Marcgherita Hack erano favorevoli al nucleare (compreso lo stesso Bersani, che sembra aver cambiato stranamente idea dopo la vittora alle amministrative di Milano e Napoli, e dopo Fukushima). Nel mondo giovanile, in molti si sono espressi contro l'energia dell'atomo, eppure dubito fortemente che la Giovane Italia voglia la caduta del governo. Stesso discorso vale ovviamente per la Lega, che siede saldamente al governo, ma cui illustri esponenti, come il Governatore del Veneto Zaia, si sono detti contrari.

Senza entrare perciò nel merito dei 4 quesiti referendari, cui, ripeto, ognuno è libero di pensare come vuole, (dato che, sopratutto a Destra, acqua e nucleare non appartengoni ai cosiddetti valori "non negoziabili"), è in assoluta malafede chi pensa che Berlusconi abbia perso la battaglia, se non la guerra, con la vittoria dei SI. Berlusconi c'è ancora, e il governo andrà avanti.

Il vero segnale da percepire in questa consultazione è uno, e uno soltanto: la rinnovata voglia di partecipazione popolare. Per questo auspichiamo veramente che nella maggioranza, nel PDL, qualcosa cambi, e alla svelta, a partire dalle primarie interne.

domenica 5 giugno 2011

MERCATINO LIBRI SCOLASTICI USATI A VARESE CITTA'!



Ogni anno gli studenti delle scuole superiori e le loro famiglie devono affrontare una grande spesa per i libri di testo, almeno 300€ a classe confrontando i varie elenche delle scuole di Varese città.

Per questo motivo, la Giovane Italia Varese, per contrastare il caro libri e per venire incontro agli studenti di scuole superiori, organizza un MERCATINO DI LIBRI DI TESTO USATI, aperto a tutti gli studenti degli istituti di Varese città!

Nell'ultima settimana di scuola, i militanti della Giovane Italia saranno fuori dalle scuole per pubblicizzare questa iniziativa, con affissioni e volantinaggi, e saranno pronti a raccogliere i libri di testo che gli studenti ci vorranno dare.

I libri saranno rivenduti al 40% del prezzo di copertina, col sistema del cont vendita, per poter venire meglio incontro agli studenti. Questa cifra risulta più conveniente rispetto persino al Libraccio, (che compra al 30 % e rivende al 50%), poichè tutto il ricavato della vendita andrà direttamente al proprietario del libro, senza alcua trattenuta da parte nostra!

La raccolta dei libri partirà fin da subito, per poi inizarne la vendita una volta usciti gli elenchi dei libri adottati da ogni classe per il nuovo anno scolastico.

Sono ben accetti studenti che volessero darci una mano nell'organizzazione del mercatino, o nel fare da referenti per la loro scuola!!

PER INFO SU RITIRO E VENDITA LIBRI, PER ADESIONI, CONTATTACI!

340 - 5330679


Studenti referenti per le varie scuole!

Liceo Scientifico "G. Ferraris": Matteo Mentasti 5H, Silvia Callegari 5I

Liceo Classico "E. Cairoli": Sofia Comini 5A

ITC "F. Daverio": Marco Mentasti 3BP

ISIS " I. Newton": Simone Bianchi 5 ATIEN

Liceo SocioPiscoPedagogico "A. Manzoni": Matteo Bonaccorsi


ENTRA IN AZIONE!!!

GIOVANE ITALIA VARESE