Nei momenti felici di una grande nazione, la gioventù prende gli esempi; nei momenti difficili, li da.
Visualizzazione post con etichetta Berlusconi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Berlusconi. Mostra tutti i post

giovedì 22 dicembre 2011

STRISCIONI NEL QUARTIERE DI MONTI CONTRO LA TECNOCRAZIA!


Militanti della Giovane Italia Varese hanno appeso questa notte nel quartiere di Sant'Ambrogio tre striscioni contro la manovra cosiddetta "salva italia" e il governo tecnico. La scelta del quartiere non è casuale, visto che il premier Monti ha vissuto in passato in una villa della zona, ed è proprio qui che simbolicamente sono stati appesi li striscioni lungo la via principale del quartiere.
"Giù le mani dai risparmi italiani", "Il governo tecnico nuoce gravemente alla salute" e "Sopra la banca l'Italia campa, sotto la banca l'Italia crepa!" sono le frasi scelte per far sentire la nostra voce contro questo governo che ci prende in giro quotidianamente con la scusa dell'equità e del rigore per mettere nuove tasse e impoverire gli italiani, toccando il loro punto forte: il risparmio delle famiglie.

Questo governo tecnico, esattamente come avevamo gridato fin da subito, si è rivelato tutto fuorchè un governo di salvezza dalla crisi. Lo spread è ancora a livelli alti, sopra i 450punti (anche se dopo le dimissioni di Berlusconi nessuno più ne parla, chissà perchè...) e questa manovra causerà alle famiglie una stangata di centinaia di € all'anno, ma a nessuno dei nostri grandi commentatori sembra importare, visto che ogni voce contraria a questa manovra "impoverisci-Italia" è bollata come irresponsabile e contraria al bene nazionale. L'unica cosa irresponsabile in questo momento è continuare a sostenere questo governo di tecnocrati e di banchieri, incapace di qualsiasi decisione di buon senso e buono solo a fare danni.




sabato 12 novembre 2011

"mascherata" a Varese: ITALIA OSTAGGIO DELLE BANCHE.



Oggi in centro a Varese, una dozzina di militanti della Giovane Italia hanno volantinato per dire il loro NO forte e deciso a qualsiasi governo tecnico di banchieri che non sia eletto dal popolo.

La via maestra da percorrere rimane quella delle elezioni, perchè è inconcepibile che l'Italia si ritrovi ad avere un governo di parlamentari non eletti e guidato da persone non votate.

Ovviamente è anche impensabile il difendere la scelta di Mario Monti alla guida di questo fantomatico governo tecnico. Monti è dirigente dal 2005 della Goldman Sachs, la principale banca d'affari americana, oltre che membro del direttivo della Commissione Trilaterale e del Club Bilderberg; questi ultimi sono due consessi di finanziaeri e politici occidentali che si riuniscono a porte chiuse con cadenza annuale.

Come è possibile che si dia in mano a un esimio esponente dei poteri forti e della finanza internazionale, le sorti del nostro paese?

Come è possibile che si dia in mano a un banchiere il governo di un paese colpito da una crisi che è stata cuasata proprio dalle banche?????????

La Goldman Sachs, ovvero il datore di lavoro di Mario Monti, ha volutamente speculato sui nostri titoli di stato facendo si che la situazione diventasse insostenibile per il governo italiano e facendo sì che si creassero le condizioni per mettere a capo del Governo proprio un suo uomo.

Durante il volantinaggio, 3 nostri ragazzi, con le maschere di Mario Monti (Goldman Sachs), Christine Lagarde (Fondo Monetario Internazionale) e Mario Draghi (Banca Centrale Europea, anche lui ex Goldman Sachs) hanno legato una militante vestita da Italia, con indosso una maschera anonima bianca a simboleggiare la perdita d'identità della nostra Nazione.
L'Italia è ostaggio di banche e poteri forti, che hanno commissariato la nostra politica e che prendono le decisioni fondamentali per il nostro Stato senza alcuna legittimazione popolare.

QUALSIASI sia la posizione del PDL a riguardo di un governo Monti, i giovani del PDL urlano il loro NO e chiedono elezioni subito. Paesi che stanno peggi odi noi, come la Spagna, hanno imboccato questa via senza passare per alcun governo tecnico. Quello che serve all'Italia è credibilità e stabilità, non un governo tecnocratico di banchieri che svenderebbe tutto lo svendibile a grandi banche e industrie straniere, come già accadde nel 1992 quando l'Italia fu sotto attacco speculativo, in una situazione identica a quanto accaduto in questo ultimo mese.

NO AL GOVERNO DELLE BANCHE.

LA POLITICA RECUPERI IL PRIMATO SULL'ECONOMIA.

ELEZIONI SUBITO, LA PAROLA AL POPOLO SOVRANO.

domenica 16 ottobre 2011

I nostri 'indignados' complici morali degli scontri.



All'indomani della giornata in cui Roma è stata devastata dai soliti noti, è d'obbligo fare delle riflessioni su quanto accaduto, delle riflessioni oneste e che facciano i dovuti distinguo.
Anche noi, da Destra, siamo contro la finanza speculativa, il sistema bancario degenerato e i poteri forti della finanza mondiale. Il vero problema in questo momento non sono i governi, ma sono i vari Moody's, Fitch, Standard & Poor's, i fondi finanziari speculativi, l'Unione Europea incapace di reagire unitariamente, ecc..
I governi tagliano la spesa, spesso non centrano però i dovuti sprechi (e in questo faccio autocritica al governo italiano), e non riescono ad imporre la supremazia della politica nei confronti dell'economia, anche se, ultimamente in Italia sembra che qualcosa si stia muovendo, come dimostrano le recenti declassazioni del nostro debito cui sono seguiti rialzi della Borsa di Milano e dei titoli delle nostre aziende.

Ma la grande manifestazione del 15 Ottobre che si è svolta a Roma, al di là del capitolo incidenti e scontri con la Polizia, avrebbe centrato l'obiettivo della protesta degli "indignados" del resto del mondo? La risposta è semplice, no.

Mentre in tutto il mondo si protestava contro la finanza speculativa e il turbocapitalismo che affama le Nazioni e i Popoli, in Italia gli slogan erano sempre quelli, vecchi, consumati, contro il governo e contro Berlusconi. Lo dimostrano le bandiere del movimento Antifascista, le bandiere No Tav, i movimentisti terremotati dell'Aquila, i Cobas, i collettivi studenteschi, e le numerosissime bandiere con la falce e martello, bandiere della Palestina (!!!!!!), ecc... Ma cosa centrano tutte queste sigle con la crisi finanziaria?? Come diversi commentatori hanno avuto modo di intuire, come Pansa o De Angelis sui loro rispettivi giornali, questi sedicenti "indignados" hanno sbagliato a mirare. Dietro gli striscioni contro la crisi si celano sempre le stesse faccie, ovvero quelle di coloro che scendono in piazza con cadenza quasi mensile contro la Gelmini, contro la Legge "Bavaglio", contro Berlusconi in generale, senza aver capito che se Berlusconi cade al governo ci andranno proprio coloro che dovrebberop realmente contestare, ovvero i succubi dei poteri forti. Non ci scordiamo che il caro vecchio Prodi, uomo di sinistra, aveva lavorato per la Goldman Sachs, una delle principali banche americane responsabili di questa crisi. Pensate forse che i suoi eredi radical chic sinostrorsi non sarebbero anche loro schiavi dei vari Draghi, Passera, ecc? Infatti, a supportare quanto dico ci sono le dichiarazioni di questo giorni dei vari Draghi, Della Valle, Montezemolo, tutti critici sull'operato del governo Berlusconi, i quali "capiscono questi ragazzi che protestano perchè hanno ragione". Con che coraggio Mario Draghi, uomo fortissimo della superfinanza italiana e mondiale dice queste cose?!?!?!? Se gli indignati fossero veramente tali, sarebbero andati a contestarlo sotto la sua abitazione. Ma evidentemente qualcosa non quadra.

A riprova di quanto penso ci sono, giusto per venire ai fatti romani, gli atteggiamenti dei manifestanti "pacifici" nei confronti dei black block. Se è vero che qualcuno di loro ha messo alle strette i delinquenti vestiti con caschi e felpe nere urlandogli contro e forse persino consegnadoli alla polizia, questi sono stati casi isolati. Basta aver assistito alla diretta su Corriere.it della manifestazioni per capire che molti, troppi manifestanti pacifici giustificavano e coprivano i teppisti. Una scena in particolare mi ha colpito: mentre polizia e carabinieri si organizzavano e si dirigevano verso Piazza San Giovanni, sui marciapiedi vi erano gli ultimi manifestanti che si erano attardati lungo la strada del corteo, i quali urlavano "merde", "servi dello stato", "vergogna" all'indirizzo delle forze dell'ordine. Per non parlare delle innumerevoli interviste in cui alcuni manifestanti dicevano che "è colpa degli automobilisti, non dovevano lasciare la macchina lì", oppure "in mezzo a tutta questa gente è comprensibile che ci siano persone che reagiscono così". Questa complicità morale di tanti 'indignados' dovrebbe far riflettere sulla reale entità di questi cortei che troppo spesso finiscono per mettere a ferro e fuoco le città, come succede spesso a Milano o come era già successo a Roma al corteo degli studenti il dicembre scorso.

Forse il nostro governo dovrebbe avere meno timore e usare più pugno di ferro, fregandosene delle critiche. Negli Usa così come in Inghilterra sono state arrestate molte persone perchè avevano provato a sfilare in zone off-limits. In Italia invece, per paura di critiche e sommosse, si consente agli anarchici di bruciare le camionette dei carabinieri. I nostri poliziotti sono mandati allo sbaraglio contro questi delinquenti organizzati, e basta vedere i video di ieri per notare benissimo come la mancanza di una strategia per contenere i black block abbia portato alla distruzione della camionetta dei carabinieri e ad altri rischi per il personale a terra. Che fine faranno infine i pochi fermati e arrestati, appena 22 in tutto? La magistratura li rimetterà fuori subito, come ha già fatto?

Giusto per avere alcuni dati:
una chiesa violata con distruzione di crocefisso e statua della madonna
decina di auto e motorini bruciati
due case date alle fiamme
una sede del ministero della difesa bruciata
20metri cubi di sanpietrini divelti
130 feriti tra forze dell'ordine e manifestanti
decine di negozi distrutti e saccheggiati, tra cui un alimentari
un tricolore strappato

E' ora di svegliarsi cari ragazzi di Destra e caro Governo. Scendiamo noi in piazza centrando l'obiettivo della crisi, e impegnamoci in prima persona per uscire da questa situazione. Bruciare auto, magari di poveracci che non arrivano a fine mese, non serva a nulla.

venerdì 5 agosto 2011

ATTACCO FINANZIARIO ALL'ITALIA. Come intrerpretarlo

Pubblichiamo questo interessante articolo tratto dalla rivista Eurasia. A parte le opinioni personali dell'autore dell'articolo contro "Berlusconi che governa solo per i suoi interessi", che noi non condividiamo assolutamente, l'analisi dello scenario internazionale e dell'attacco speculativo all'Italia è correttissima. Buona Lettura!



Cosa si nasconde dietro gli attacchi all’italia? L’italia è un paese in crisi economica con un debito pubblico che rappresenta praticamente il 120% del PIL, ma ha ancora enormi ricchezze e tante imprese pubbliche che fanno grossi guadagni e quindi molto appetibili. Ma c’è una ricchezza di cui nessuno parla: l’Italia ha la quarta riserva di oro al mondo. L’attacco all’Italia è finalizzato a “derubarla” delle sue imprese pubbliche e delle sue immense riserve auree. L’oro è un prodotto strategico e lo sarà sempre di più nel futuro immediato, per cui fa gola.


Attacco all’oro dell’Italia
Lo scorso mese di maggio l’agenzia di rating, Standard & Poor’s, aveva tagliato la prospettiva italiana da stabile a negativa, con la motivazione che il potenziale ingorgo politico poteva contribuire ad un rilassamento nella gestione del debito pubblico, da cui derivava un impegno incerto nelle riforme a sostegno della produttività. Quindi per S&P’s diminuiscono le prospettive dell’Italia per ridurre il debito pubblico.


Dpo Standard & Poor’s anche Moody’s inizia il pressing contro l’Italia, annunciando che il rating italiano ”Aa2” è sotto osservazione e potrebbe essre ridotto. Le motivazioni, ovviamente sono le solite: le debolezze strutturali dell’Italia, la probabile crescita degli interessi, l’incapacità di tenere sotto controllo i conti pubblici e quindi il debito pubblico.
Dalla settimana scorsa, l’attacco all’Italia si concretizza: inizia il crollo della borsa, aumentano gli interessi sul debito pubblico Italiano e la manovra presentata dal Governo con l’inasprimento di bolli e balzelli sui titoli di stato potrebbe far allontanare gli investitori da questi titoli, con la conseguenza di far aumentare ulteriormente gli interessi. Successivamente tale manovra è stata ritirata.
Nella sola giornata del’11 luglio i buoni italiani a due anni sono crollati del 19,88%, pssando da 3,53 a 4,203; negli ultimi giorni hanno un po recuperato, ma siamo sempre a livelli che triplicano i tassi dell’aprile del 2010, poco più di un anno fa; infatti il 16 aprile i bond a 2 anni erano a 1,27.
Anche la borsa italiana è scesa fino a 18.295,19 l’11 luglio, per poi risalire leggermente nei giorni successivi e chiudere la settimana del 15 luglio a 18.450,45; se consideriamo che lo scorso 18 febbraio aveva raggiunto il massimo per l’anno in corso a 23.273,80, significa che da allora, in questi ultimi cinque mesi ha perso il 20% circa.
Inoltre, se consideriamo che l’indice della borsa italiana era a 41.074,00 il 9 di ottobre del 2007, giorno in cui il Dow Jones fece registrare il suo massimo storico, significa che da allora sta perdendo circa il 55% e se, infine, consideriamo che approssimativamente 4 anni fa, il 18 maggio del 2007 l’indice della borsa italiana era a 44.364,00 significa che da allora sta perdendo il 60% circa. Ricordiamo anche, che il 9 marzo del 2009 l’indice FTSE MIB era sceso a 12.332,00; quindi al momento è ancora ben sopra quella quota e dunque se dovesse continuare a scendere non sarebbe una novità. Due anni fa, insomma la borsa era in una situazione peggiore.
Come mai l’attacco all’italia?
Il Financial Times in un articolo dello scorso 10 luglio titolava: “Gli hedge fund Usa scommettono contro i bond italiani”. In realtà, da anni i giornali anglo-americani ed in particolare gli organi ufficiali del capitalismo, come il “The Economist” o il “Financial Times” sono all’attacco dell’Italia. Si sono scagliati anche contro Silvio Berlusconi, massimo rappresentante del capitalismo italiano, praticamente da 17 anni alla guida del paese, alternandosi con i rappresentanti del liberismo del centro-sinistra (Ciampi, Dini, Amato, Prodi).
Come abbiamo già scritto in varie occasioni, il signor Berlusconi, sceso in política per risolvere esclusivamente i suoi problemi, nel pensare troppo agli affari suoi ha finito per frapporsi agli interessi delle grandi multinazionali, della globalizzazione, dei fautori di progetti vuoti come il “Nabucco”.
Il Cavaliere sa bene che le necessità energetiche (primariamente quelle sue e poi, indirettamente quelle degli italiani) non possono essere coperte dai globalisti, dagli anglo-statunitensi e con la sua adesione al progetto di oleodotto South Stream, che si contrappone all’oleodotto “Nabucco”, di interesse anglo-statunitense, necessariamente ha finito per inimicarsi gli USA, che evidentemente hanno deciso di scaricarlo, di liberarsi di lui quanto prima (consiglio sul tema l’articolo: “Gli Stati Uniti, il gasdotto South Strean, Berlusconi e la sinistra”).
Per questa ragione, ultimamente abbiamo assistito a continui viaggi in Usa di politici italiani, alleati (oggi ex) ed avversari di Berlusconi. Negli USA sono stati il suo ex alleato Gianfranco Fini (Vedasi: “E’ Fini la nuova carta degli USA” oppure “Giancarlo Fini interlocutore privilegiato degli USA“) e Massimo D’Alema, rappresentante del partito anglo-statunitense in Italia, di cui la fedeltà al liberismo è ben provata, fin dall’epoca dei bombardamenti della ex Jugoslavia, quando era capo del governo italiano; negli USA è stato perfino Nichi Vendola che ha incontrato il non certo progressista Schwarzenegger (Vedasi: “Vendola incontra Schwarzenegger“).
Sembra veramente strano, ma tutti stanno giocando contro l’Italia ed in particolare contro Berlusconi che alla fine, per certi versi, un po’ facendo marcia indietro, un po’ grazie alle circostanze è risucito, almeno per il momento, a salvare la pelle, ovviamente quella politica, ossia la sua carica di capo del governo. In ogni caso il suo destino è segnato; non andrà avanti per troppo tempo.
E gli italiani, in particolare il proletariato italiano, andrà di male in peggio! I neo moralisti e puritani nostrani che stanno attaccando Berlusconi per via degli scandali sessuali e che presto si sostituiranno al governo di Silvio Berlusconi, sono i rappresentanti di Goldman Sachs, della BCE, del FMI, del partito dei globalisti e degli anglo-statunitensi, che continuamente attaccano l’Italia.
Dunque, perchè i continui attacchi anglosassoni al Cavaliere ed all’Italia? Berlusconi certamente non è attaccato per i suoi scandali sessuali! E’ da ingenui credere una cosa del genere.
L’Italia è un paese in crisi, in profonda crisi economica, con un debito pubblico praticamente impagabile, attorno al 120% del PIL e con le principali imprese del paese che a causa della caduta dei tassi di guadagno si stanno riubicando altrove, in zone che permettono guadagni superiori a quelli dell’Italia. Ma l’italia, pur in profonda crisi ha ancora tanti gioielli, molto appetibili e che le multinazionali anglo-americane sperano di “comprare” a prezzi stracciati.
Gli interessi dei globaloisti e degli anglosassoni puntano a privatizzare quanto c’è rimasto da privatizzare in Italia: dall’ENI, di cui una parte è ancora in mano allo stato, così come pure l’Enel, oltre a Finmeccanica, Fincantieri, Trenitalia, Poste, Televisione pubblica, Ospedali e centri sanitari all’avanguardia nella ricerca, Università, Scuole e imprese municipalizzate, come quelle dell’acqua e della raccolta dei rifuti. A tutto ciò va aggiunto che l’Italia possiede un ricco patrimonio paesaggistico e ambientale, decisamente invidiabile e un ricchissimo patrimonio artístico; in Italia è concentrato il 60/65% di tutti i beni artistici e archeologici dell’umanità.
A tutto questo va aggiunta una ulteriore ricchezza posseduta dall’Italia, di cui nessuno parla: il suo oro!
Nessuno ne parla, ma l’Italia ha la quarta riserva di oro del mondo, che allo scorso giugno ammontava a ben 2.451,80 tonnellate, che al prezzo odierno dell’oro equivale a circa 100 miliardi di euro. Solo FMI e due stati, USA e Germania, hanno riserve auree superiori alla riserva italiana. L’oro è un prodotto altamente strategico destinato a rivalutarsi fortemente nel futuro inmediato, per cui questa ricchezza è molto appetibile.
In questo momento, l’oro italiano è il principale obiettivo su cui hanno messo gli occhi i globalizzatori.
Quindi, l’Italia pur essendo un paese in forte crisi, possiede ingenti ricchezze. Come impossessarsi o meglio derubare queste ricchezze all’Italia ed al popolo italiano? Approfittando dell’enorme debito pubblico, i grandi predatori con l’aiuto dei propri rappresentanti all’interno del paese, ovvero i liberisti nostrani, gli stipendiati di Goldman Sachs, FMI, BCE, Federal Reserve, World Bank, WTO ed affini faranno pressione per ridurre il debito pubblico attraverso la privatizzazione, la vendita, ovviamente a prezzi fortemente scontati, dei beni sopra citati. Come già successo con la privatizzazione delle grandi banche statali, ad esempio, negli anni novanta, lo stato incasserà delle somme che andranno ad incidere in minima parte sulla riduzione del debito, ma allo stesso tempo l’Italia perderà definitivamente i grandi guadagni che queste imprese producono.
La privatizzazione, come insegna la storia, non è mai servita a risolvere i problema di un paese, anzi li ha ingigantiti. Pertanto, nei prossimi anni l’Italia andrà incontro a problemi economici moltio più gravi. Il mancato introito dei guadagni derivanti dalle imprese pubbliche privatizzate, la riduzione della spesa pubblica e lo smantellamento del welfare state, dello stato assistenziale, ma anche l’incremento della disoccupazione e la riduzione dei consumi accentuerà la crisi, che porterà alla chiusura di ulteriori imprese; tutto ciò si ripercuote ovviamente anche sugli introiti dello stato, dato che si determina una riduzione del gettito fiscale, una riduzione delle imposte dirette ed indirette e per conseguenza lo stato avrà sempre meno soldi da distribuire. Come insegna la storia recente, per esempio dell’Argentina o dell’Ecuador, per restare all’America Latina, la conseguenza diretta sarà una inevitabile esplosione sociale, placabile solo con la repressione, con la forza ovvero con una dittatura.
Il futuro dell’Italia appare sempre più nero ed inveitabilmente il popolo italiano sarà costretto a riprendere la via dell’emigrazione.
Come mai gli attacchi a Berlusconi, uno dei massimi rappresentati del capitalismo italiano? Berlusconi, da quando è al governo, fra una orgia e l’altra non ha avuto il tempo di continuare con la svendita del patrimonio italiano, occupandosi esclusivamente degli affari suoi, ovvero di come risolvere i propri problema giudiziari. Ai globalizzatori ha concesso poco, certamente molto meno di chi lo ha preceduto e quindi è normale che sia attaccato. Berlusconi, però dovrebbe comuqnue essere ringraziato dai globalizzatori anglo-aemricani, perchè con la sua política ha contribuito non poco ad incrementare il debito pubblico italiano, dando quindi una grossa mano ai globalizzatori che sulla base del forte debito pubblico, lasciato in eredità anche da Berlusconi, potranno chiedere a gran voce che si proceda con la massima urgenza alla privatizzazione di tutto quanto è possibile svendere.
Ricordiamo che Berlusconi, la prima volta che arriva al Governo era stato preceduto da Carlo Azeglio Ciampi, e questi poco dopo essere diventato capo del governo, il 30 giugno del 1993 nomina un Comitato di consulenza per le privatizzazioni, presieduto da Mario Draghi, uomo Goldman Sachs, non a caso, oggi, arrivato alla presidenza della BCE.
Ciampi aveva proseguito la svendita del patrimonio italiano iniziata dal socialista Giuliano Amato, braccio destro di Craxi (inspiegabile miracolato dai giudici che provvidero a far piazza pulita della classe politrica italiana di allora) e dal “lottizzatore” democristiano Romano Prodi; Romani Prodi venne così definito, per il suo comportamento quando era presidente dell’IRI, da Franco Bechis in un articolo pubblicato su Milano Finanza: “Prodi, all’Iri, lottizzò come un democristiano“.
Sul tema delle privatizzazioni in Italia, invitiamo ancora una volta a leggere l’articolo di Eugenio Caruso su Impresa oggi: “Iri tra conservazione e privatizzazioni“
Insomma l’attacco al Cavaliere si spiega perchè non è considerato all’altezza dei suoi predecessori privatizzatori e quindi si preme per un immediato ritorno di questi.
L’attacco all’italia è finalizzato al furto del suo oro, del suo enorme patrimonio ambientale, artístico e archeologico e delle imprese pubbliche dai grandi guadagni.

lunedì 13 giugno 2011

HANNO VINTO I SI, MA NON HA PERSO BERLUSCONI.



Una schiacciante vittoria quella dei Si ai referendum che si sono tenuti questo weekend. Gli Italiani esprimono la loro contrarietà al nucleare, alla privatizzazione dell'acqua e al legittimo impedimento. E ora?
L'intero arco costituzionale, compresa la maggioranza, parla di volontà indiscutibile dei cittadini italiani, che esprimono la loro grande voglia di partecipazione alle decisione riguardanti le sorti del paese. Ma ovviamente i soliti uccelli del malaugurio, i soliti benpensanti, equiparano questo risultato referendario ad un sondaggio anti-centrodestra.

MAI COSA PIU' SBAGLIATA.

Se gli Italiani non vogliono il ritorno dell'energia nucleare, questo significa automaticamente che il governo Berlusconi deve andare a casa? La risposta non può che essere NO.
Sono in tanti, a destra, tra le file di Lega e di Pdl, ad aver votato SI per l'abolizione del nucleare. Loro vogliono forse che il governo caschi? Assolutamente no. Si chiama semplicemente libertà di coscienza.
La sinistra, nascosta, ma nemmeno tanto, dietro alle sigle dei vari "comitati per il si", ha festeggiato come se il Governo fosse caduto, e si è appropriata del risultato di questo referendum come se gli antinuclearisti fossero solo a sinistra.
Vadano a cercare cos è l'associazione Fare Verde, poi ne riparliamo.


Il tema del nucleare, dell'acqua e persino del legittimo impedimento, sono temi trasversali, che ognuno, libero da diktat del partito, ha votato liberamente. Si ha notizia che anche persone di sinistra come la scienziata Marcgherita Hack erano favorevoli al nucleare (compreso lo stesso Bersani, che sembra aver cambiato stranamente idea dopo la vittora alle amministrative di Milano e Napoli, e dopo Fukushima). Nel mondo giovanile, in molti si sono espressi contro l'energia dell'atomo, eppure dubito fortemente che la Giovane Italia voglia la caduta del governo. Stesso discorso vale ovviamente per la Lega, che siede saldamente al governo, ma cui illustri esponenti, come il Governatore del Veneto Zaia, si sono detti contrari.

Senza entrare perciò nel merito dei 4 quesiti referendari, cui, ripeto, ognuno è libero di pensare come vuole, (dato che, sopratutto a Destra, acqua e nucleare non appartengoni ai cosiddetti valori "non negoziabili"), è in assoluta malafede chi pensa che Berlusconi abbia perso la battaglia, se non la guerra, con la vittoria dei SI. Berlusconi c'è ancora, e il governo andrà avanti.

Il vero segnale da percepire in questa consultazione è uno, e uno soltanto: la rinnovata voglia di partecipazione popolare. Per questo auspichiamo veramente che nella maggioranza, nel PDL, qualcosa cambi, e alla svelta, a partire dalle primarie interne.

sabato 10 luglio 2010

Cena a casa Vespa!

Non solo a Porta a Porta si firmano contratti con gli italiani e si stringono alleanze, ma persino a casa Vespa si discute di governi e rimpasti.. Caro Vespa, quante ne sai!
Si dice che il presidente Berlusconi durante una cena a casa del conduttore di rai uno,alla quale erano presenti auotrità religiose;politiche e economiche italiane, abbia offerto al leader Udc Casini lì presente di prendere il posto dei finiani nella maggioranza, propondendo al partito centrista la vicepresidenza della Farnesina e il ministero dello sviluppo economico. Ma Casini nonostante l'allettante proposta avrebbe negato la sua disponibilità a Berlusconi fino ad una vera e propria crisi di governo, nella quale sarebbe disposto ad aiutare il premier a continuare a guidare il paese.
Casini all'uscita della cena afferma: "ho rifiutato la proposta del premier,per ora,ma sarò disposto ad aiutarlo nei momenti difficili di questa legislatura. Non dico che saremo in maggioranza insieme ma semplicemente che ho trattative aperte con altri leader politici di destra e sinistra e non voglio annullare mesi e mesi di lavoro per una poltrona al ministero e una alla farnesina"!!
Secco l'intervento di Roberto Maroni dalle pagine della "Padania" : "noi o loro! lega e udc non sono compatibili; sarebbe una presa in giro per i cittadini ed è inpensabile che Berlusconi riesca a governare senza di noi"
Gli elettori hanno votato la coalizione così come è, e non vogliamo che il lavoro di quasi 3 anni apprezzato e riconosciuto dagli italiani sia gettato all'aria per tensioni interne tra Berlusconi, Lega e Finiani.