Nei momenti felici di una grande nazione, la gioventù prende gli esempi; nei momenti difficili, li da.
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venerdì 15 aprile 2011

GIANNI ALEMANNO A VARESE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE!


Si è trattenuto per più di un’ora a Varese ieri sera Gianni Alemanno, sindaco di Roma, nella splendida cornice dell’Ata Hotel dell’ippodromo di Varese. La sua presenza nella città giardino è stata resa possibile dal consigliere uscente, nonché vicecoordinatore cittadino del PDL Stefano Clerici, che, insieme ai ragazzi della Giovane Italia (movimento giovanile del Pdl) si sta impegnando a tempo pieno per la candidatura di Giacomo Cosentino al consiglio comunale.

Cosentino è attualmente consigliere uscente in circoscrizione 4 a Varese, e si candida adesso al consiglio comunale “per portare il mio entusiasmo da ragazzo poco più che ventenne, al servizio della comunità di Varese”. Il suo slogan è COSE PER CAMBIARE, e il suo programma elettorale, avvalendosi dell’esperienza acquisita in questi anni in circoscrizione, punta sui giovani, sul merito e sulla trasparenza, sulla sicurezza per i cittadini e sulle politiche sociali e culturali. Un applauso spontaneo è nato in sala quando il giovane ha citato, nel suo intervento, una frase di Paolo Borsellino, “chi ha paura muore ogni giorno, chi ha coraggio muore una volta sola”, che, insieme alla frase di Ezra Pound “L’unica cultura che riconosco è quella delle idee che diventano azione!” sono alla base dell’agire e delle idee politiche di questo ragazzo di soli 24 anni, dei quali ben 10 trascorsi facendo militanza politica con il movimento giovanile di quella che fu Alleanza Nazionale.

Presenti all’evento anche l’europarlamentare Carlo Fidanza e l’onorevole Paola Frassinetti, mentre a fare gli onori di casa erano presenti l’assessore ai trasporti della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo, oltre che il primo cittadino di Varese Attilio Fontana, che si ripresenterà per la coalizione PDL-Lega ancora come candidato sindaco.

Alemanno, parlando a braccio davanti a una platea di sostenitori di Cosentino, composta per lo più da giovani, ha ribadito l’importanza di valori fondamentali che devono costituire la base per chiunque faccia politica. “Non si possono affrontare problemi e sfide quotidiane, né tantomeno guardare al futuro senza alti ideali a sostegno della propria azione politica. Solo i forti valori identitari e comunitari possono essere di fondamentale importanza per guardare avanti”. Un tema questo, dei valori identitari, che è molto caro al sindaco di Roma e alla sua componente politica, tanto che insiste molto su questo punto, perchè “per affrontare le grandi sfide i valori della sinistra non servono e non bastano. La sinistra guarda al passato, e parla con un linguaggio del passato, senza passione, mentre invece bisogna accelerare il passo per far riprendere l’economia, per dare grandi speranze ai giovani, che vadano al di là del solo ottenimento del posto di lavoro, per farli sentire parte di un grande progetto per la Nazione, che coinvolga tutti, e sopratutto loro. E per fare questo l’unica via da percorrere possibile è quella che nasce partendo dai valori di Comunità e di Identità. Perchè ricordate, che il futuro, il domani, appartiene a noi”.

Nessun attrito poi con la Lega per quanto riguarda il valore della Patria perchè, spiega Alemanno, “identità nazionale e identità locale non sono in contraddizione, anzi! Sono proprio i mille campanilismi a formare l’Italia, poiché si parte dalla più piccola forma comunitaria, la famiglia, per passare poi al comune, alla regione, e alla Nazione”, e ancora sul voto a Varese “Fontana è un ottimo sindaco, sono sicuro che il centrodestra vincerà al primo turno, senza andare al ballottaggio”.
“Votate Cosentino – è l’invito di Alemanno – che è giovane, pieno di entusiasmo e sono sicuro che riuscirà ad essere eletto. Ricordate che i giovani una volta eletti non tradiscono, non spariscono, sono sempre lì, con i loro amici, disponibili ad ascoltare tutti, con la semplicità che un ragazzo di vent’anni può avere”.

Ai discorsi sono seguite strette di mano e tantissime foto fatte con i ragazzi e le altre persone presenti nel salone dell’hotel con un disponibilissimo Alemanno, che, sempre guardato a vista dalle sue guardie del corpo, si è lungamente fermato a parlare con tutti.

La serata si è conclusa poi alla Comunità Giovanile di Busto Arsizio, dove, tra una birra e una risata in compagnia, il sindaco della città capitolina ha dimostrato di essere una persona disponibilissima e alla mano, interessato alla realtà politica locale e del lavoro aggregativo e umano che la Comunità compie con il suo bar, la sua sala concerti e le sue iniziative comunitarie.

La Destra giovanile varesina supporta COSENTINO, e ringrazia il Gianni Alemanno per la sua vicinanza! Per una destra sociale e identitaria, vota COSENTINO alle prossime elezioni comunali di Varese città!


sabato 26 febbraio 2011

GIOVANNI BLINI, LA COMUNITA' GIOVANILE LO RICORDA.

"Ho deciso di fare qualcosa e di tentare nel mio piccolo di oppormi al modello di vita dominante...volevo creare un centro giovanile dove si provasse davvero a vivere i veri valori, una specie di isola alternativa al modello di vita dominante..."

Sono le parole di Giovanni Blini riportate sul volantino distribuito all'interno del convegno a lui dedicato dai ragazzi di Comunità Giovanile, il luogo che da oltre 20 anni accoglie la realtà giovanile bustocca nato per rispondere ad un certo senso di smarrimento di una generazione invisibile, quella di allora, seguita da altre due che ne proseguono il tracciato. Sul palco del foyer del Museo del Tessile si sono alternati sette relatori, sette amici, sette punti di vista diversi tra loro che hanno raccontato Blini raccontandosi.

Giovanni Blini, lonatese, morì a soli 24 anni il 1° ottobre 1990 di ritorno da un viaggio nel sud-Italia con due amici dei quali solo uno si salvò. Il centro giovanile, inizialmente ospitato in una casa di corte del centro cittadino (e attualmente in vicolo Carpi), era nato poco meno di un anno prima e in quel viaggio era andato a raccontare l'esperienza dei ragazzi di Busto ai pari età siciliani.

Ad aprire il convegno, intitolato "Giovanni Blini: una vita, una storia, un bene comune", è stata Serena Maggioni, giovane presidentessa di Comunità Giovanile, insieme a Stefano Gussoni suo predecessore. Tante le immagini vivide descritte dai relatori provenienti da esperienze di vita diverse e comuni. Luca Pesenti, docente di sociologia alla Cattolica, ne ha esaltato il coraggio pragmatico e anticipatore dei tempi sottolineando come Giovanni fosse stato «tra i primi a capire che bisognava ragionare in modo diverso rispetto ai fondatori della destra italiana post-fascista spesso solo a parole, ma andavano fatti alcunei passaggi culturali che nessuno aveva il coraggio di iniziare: l'anti-imperialismo, l'ecologismo, l'antirazzismo».

«Giovanni Blini sapeva saltare gli steccati delle ideologie, questa cosa mi stupì perchè non era una visione diffusa nella destra dell'epoca» - ha invece rimarcato il responsabile della redazione bustocca della Prealpina, Silvestro Pascarella. Giovanni aveva creato un gruppo di persone che avevano il coraggio di osare a non ragionare più in termini di comunismo e fascismo. Checco Lattuada, attuale consigliere comunale del Pdl, ha condivisio con lui l'esperienza di guidare Comunità Giovanile per alcuni anni e ha fatto parte del Fronte della Gioventù e di Fare Fronte, negli anni del liceo: «E' stato lui ad anticipare la svolta della destra italiana e non Gianfranco Fini - ha voluto sottolineare Lattuada- è grazie a gente come lui, Alemanno, Rampelli». Più legato alla sua religiosità l'intervento di Massimo Crespi, tra i fondatori di Comunità Giovanile e amico intimo di Giovanni: «A sedici anni mi scrisse in una lettera in cui mi incoraggiava a cercare Dio in un momento di difficoltà familiari - ricorda l'amico leggendone il contenuto - ricordo che rimasi stupito dall'uso accurato delle parole. Non era la lettera di un ragazzo di sedici anni, era qualcosa di più». Fabrizio Crivellari, allora militante romano del Fronte della Gioventù, ha voluto sottolineare anche il grande studio che ha caratterizzato gli anni '90 con la destra di Alain De Benoist.

Lele Magni, che si è avvicinato a Blini e alla sua visione del mondo da quello degli ultras della Pro Patria, ha raccontato una serie di aneddoti di vita vera, reale a stretto contatto con il suo agire quotidiano: «Gli proposi di esporre un'immagine di che Guevara per sottolineare la posizione anti-imperialista di Comunità Giovanile e lui, dopo una lunga discussione, accondiscese. Qualche giorno dopo entrò una signora che veniva dalla vicina sezione dell'Msi, mi ricordo che quasi svenne a vedere l'icona del Che nella sede di Comunità Giovanile tra le risate generali». Enrico Salomi, infine, ha ribadito la grande esuberanza innovativa che aveva attraversato, allora, il gruppo intorno a Giovanni Blini ma ha anche sottolineato che, come in ogni evento che cambia la vita, «serve un fondatore e in quegli anni fu Giovanni Blini». A conclusione del pomeriggio e degli interventi, Stefano Gussoni, come un po' tutti i relatori, ha sottolineato quanto sia importante ancor di più oggi «partire subito con la Fondazione Blini che ha a disposizione un capitale economico che può essere investito in capitale umano - ha detto in chiusura Gussoni - non lamentiamoci poi del fatto che non ci sono soldi per i giovani».


Da Varese news, 27-02-2011