Nei momenti felici di una grande nazione, la gioventù prende gli esempi; nei momenti difficili, li da.
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lunedì 17 gennaio 2011

L'INSUBRIA PREMIATA DALLA GELMINI CON PIU' FONDI!

Quanto sembrano lontane le proteste fatte da facinorosi e ricercatori politicizzati nei confronti della legge Gelmini per l'università che solo un mese fa sconvolgevano tutta Italia e che culminavano con la guerriglia urbana di Roma! Adesso che le cose iniziano a funzionare dove sono le critiche? Nessuno nella nostra amata città ha più il coraggio di parlare e di criticare il ministro ora?

L'università dell'Insubria è stata premiata con più di 4 milioni di € per la sua qualità della didattica e della ricerca, soldi che si vanno ad aggiungere ai 35 mln di € stanziati ordinariamente dallo Stato. Ecco che quindi l'Università dell'Insubria riceve, grazie alla MERITOCRAZIA, l'11% in più dei fondi che gli sarebbero destinati per il 2010. L'unico commento a caldo è quello del Rettore Dionigi, che ovviamente non può che rallegrarsi di questo bonus.
I DETRATTORI DELLA LEGGE GELMINI DOVE SONO ORA? DOVE SONO I RICERCATORI E GLI STUDENTI CHE SI LAMENTAVANO DEI TAGLI SALENDO SUI TETTI?

Un mese fa il Parlamento quasi veniva assalito per protestare contri i tagli all'istruzione di questo governo, ma adesso che i primi 20 atenei in Italia hanno preso più fondi degli anni precedenti, dove sono finiti i guerriglieri finti ribelli che assalivano le camionette della Polizia? Certo, questi soldi sono stati sottratti ad altre università in giro per l'Italia che non compaiono tra le prime venti nella classifica stilata dal ministero (L'Insubria è al 19 posto) ma la colpa non è certo del governo. Chi si impegna di più ha più fondi, chi si impegna di meno vedrà tagliate le proprie risorse. QUesto principio è un principio comune a tutte le società del mondo e, finalmente applicato alla realtà universitaria italiana, non potrà che aumentare la qualità della didattica, in una sana e naturale competizione tra atenei.

Cari studenti/ricercatori dell'Insubria che protestavate, vi invito a scendere in piazza, o a salire sui tetti, nuovamente, per protestare contro questi 4 mln di € in più, perchè la Gelmini era la rottamatrice dell'università pubblica, o sbaglio?

mercoledì 1 dicembre 2010

LEGGE GELMINI 2010 PER L'UNIVERSITA', ECCOLA NEL DETTAGLIO

La legge Gelmini per il riordino dell'università è ormai cosa fatta. Con voti favorevoli e contrari il DDL è passato alla Camera ed ora tornerà al Senato per un'ultima lettura che non dovrebbe destare problemi, nè grandi modifiche.

Da giorni sui tg scorrono le immagini di sedicenti "studenti" che manifestano in strada contro la legge che secondo loro ucciderebbe l'università pubblica, ricercatori salgono sui tetti delle facoltà, protestanti bloccano ferrovie e autostrade, e tutto per cosa? Il problema è proprio questo: al di là degli slogan, nessuno sa in concreto cosa propone questa legge. Partendo dal presupposto che l'università Italiana è agli ultimi posti delle graduatorie europee e mondiali per qualità della didattica e per servizi offerti agli studenti, e partendo quindi dal presupposto che chi si oppine a questa legge vorrebbe quindi lasciare tutto così come è attualemente, passiamo ad esaminare i punti chiave della nuova università:

MERITO

il 7% del FFO (fondo finanziamento ordinario), ovvero dei soldi destinati alle università italiane, verrà distribuito da oggi in base al merito: una parte, i 2/3 in base alla qualità della didattica, e l'altro terzo in base alla qualità della ricerca. I finanziamenti non saranno quindi più tutti uguali università per università, ma le più virtuose riceveranno più soldi, con buona pace delle università che fino ad ora ciucciavano soldi allo Stato con scarsi risultati.

CODICE ETICO e PARENTOPOLI

Questo punto, molto caro alla nostra componente universitaria, Azione Universitaria, prevede finalmente un blocco al sistema dei professori "BARONI". Basta con parenti assunti nella stessa università. Non potranno essere chiamati da un ateneo come professori coloro che hanno «parenti e affini» fino al «quarto grado compreso» con un professore che appartiene al dipartimento o alla struttura che bandisce il posto. Tra l’altro, non potranno essere chiamati ad insegnare in un ateneo coloro che sono parenti del «rettore, del direttore generale o di un consigliere di amministrazione».

RICERCATORI

Basta ricercatori che vivono di rendita perchè assunti da un amico, o perchè non sono controllati. Per evitare fannulloni e discriminazioni tra chi produce molto e chi produce poco o nulla, da ora in avanti chi sarà assunto come ricercatore lo sarà per un massimo di 6 anni e al termine di questo lasso di tempo se l'università lo riterrà valido (in base alla sua attività di ricerca svolta durante gli anni) lo assumerà come professore associato. La nuova legge abbassa l’età in cui si può diventare professori da 36 a 30 anni con lo stipendio che passa da 1.300 a 2.100 euro. Per gli attuali ricercatori sono stimate quindi 4.500 assunzioni come associati. I ricercatori dovranno inoltre riservare 500 ore all’insegnamento integrativo e ai servizi per gli studenti. Le modalità vengono decise dagli atenei.

AUMENTI DI STIPENDIO

Gli aumenti di stipendio saranno legati al merito, sia per professori associati che per ricercatori (che erano stati cancellati dalla manovra di Tremonti). Ci sono 18 milioni per il 2011, 50 per il 2012 e altrettanti per il 2013. Gli scatti vanno solo ai prof migliori: in caso di valutazione negativa, si perde lo scatto di stipendio e non si può partecipare come commissari ai concorsi. L'idea di fondo è stata adattata anche per le scuole superiori, dove i prof migliori potranno guadagnare fino a uno stipendio mensile in più all'anno.

RECLUTAMENTO PROFESSORI

Cambiano le modalità di assunzione. Basta con le raccomandazione e le "pacche sulla spalla" per poter insegnare: si introduce l’abilitazionea livello NAZIONALE sia per chi vuole diventare prof associato sia per chi vuole diventare prof ordinario. L’abilitazione sarà attribuita da una commissione nazionale i cui membri sono scelti tramite sorteggio, sulla base di specifici parametri di qualità fissati dall’ANVUR * (Agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario e della ricerca, ente pubblico vigilato dal ministero dell’Istruzione). Ai bandi di assunzione di ogni università potranno accedere solamente coloro che sono stati abilitati da questa commissione e la selezioni si baserà sulla valutazione di pubblicazioni,ricerche e curriculum degli aspiranti professori. Gli ordinari andranno in pensione a 70 anni, gli associati a 68.

DOCENTI

Basta con i docenti che se ne fregano dei diritti degli studenti. Basta ore di lezione saltate e orari di ricevimento non rispettati. I docenti avranno l’obbligo di certificare la loro presenza a lezione. I docenti a tempo pieno dovranno dedicare al complesso delle attività didattiche, di ricerca e di gestione, 1.500 ore annue di cui almeno 350 destinate ad attività di docenza e servizio per gli studenti. Infine i docenti saranno valutati anche dagli studenti e le loro valutazioni serviranno a considerare scatti di stipendio meritocratici ai prof.

RETTORI

I rettori potranno rimanere in carica un solo mandato, per un massimo di 6 anni. Il rettore deve rappresentare l’accademia nel suo complesso, perciò è eletto fra i professori ordinari. Se il rettore non ha amministrato in modo adeguato l’ateneo, può essere sfiduciato dal Senato accademico con una maggioranza di almeno due terzi.

FONDO PER IL MERITO STUDENTI

Sarà costituto un Fondo nazionale per il merito al fine di erogare borse di merito e gestire, con tassi molto bassi, prestiti d’onore per gli studenti (per questo si vede anche la collaborazione col ministro della Gioventù Giorgia Meloni) Le borse di studio vengono assegnate per concorso: chi vorrà accedere dovrà superare un test. Infine il 10% delle borse di studio sarà erogato dalle regioni agli studenti residenti.

RUOLO CDA E SENATO ACCADEMICO

Distinzione netta di funzioni tra Senato accademico e Consiglio di amministrazione: il primo organo accademico, il secondo di alta amministrazione e programmazione. Il Cda avrà un massimo di 3 componenti esterni se i membri sono 11 (2 se sono meno di 11), rappresentanti per lo più del mondo delle imprese. Si aggiungono poi i rappresentanti degli studenti. Il Senato avanzerà proposte di carattere scientifico, ma sarà il Cda ad avere la responsabilità chiara delle assunzioni e delle spese, e deciderà anche sull’attivazione o soppressione di sedi e di corsi di studio; potrà adottare provvedimenti disciplinari su professori e ricercatori. Il presidente del Cda potrà essere esterno. In poche parole Senato didattica, CDA spese e finanze.

AL MASSIMO 12 FACOLTÀ PER ATENEO

Basta con le università che creano facoltà inutili e frequentate da 15 studenti.
Le facoltà potranno essere al massimo 12 per ateneo e i settori scientifico-disciplinari, attualmente 370, saranno dimezzati. Ci sarà la possibilità di unire o federare università vicine (di norma in ambito regionale) per abbattere i costi.

SPESE E AMMINISTRAZIONE DELL'ATENEO

Le università che gestiscono i fondi in maniera poco trasparente subiranno un taglio dei finanziamenti, mentre quelle che andranno in rosso saranno direttamente commissariate. Inoltre le università che hanno conseguito stabilità e sostenibilità del bilancio, nonchè risultati di elevato livello nel campo della didattica e della ricerca, potranno sperimentare propri modelli funzionali e organizzativi, comprese diverse modalità di composizione e costituzione degli organi di governo.

*i membri dell' ANVUR sono nominati dal presidente della Repubblica.

lunedì 29 novembre 2010

La Giovane Italia spiega agli studenti la legge Gelmini

Niente lezione questa mattina, lunedì 29 novembre, per gli studenti dei Licei in viale dei Tigli. O meglio, non c'è stata la classica lezione di latino, o di matematica in classe con il professore, ma piuttosto un dibattito, organizzato all'interno dell'assemblea d'istituto, in merito alla riforma Gelmini.

Ad illustrare ai liceali i pro e i contro della riforma i giovani politici del panorama gallaratese: Jacopo Marocco, Erica Lenzi e Marco Regazzoni, Giovani Democratici Gallarate.Stefano Clerici, Matteo Tempesta e Matteo Sabba, Giovane Italia. Massimiliano Politi e Davide De Alberti, Generazione Giovani. Marco Pinti per i Giovani Padani. A suon di botta e risposta, il futuro della politica locale ha detto la propria in merito alle problematicità legate all'istruzione in Italia. Gli studenti dei Licei sono stati suddivisi in più gruppi, in base all'età, e alle 8.30 è iniziato il dibattito.

Non sono mancate le frecciatine tra Clerici di Giovane Italia e Politi di FLI, che si sono rimpallati le responsabilità dell'attuale crisi di governo, ma nonostante tutto, il dibattito è andato via liscio e si sono toccati tutti i provvedimenti che sono entrati o entreranno in vigore.

Clerici, poi, ha proseguito specificando che la Riforma in questione "non è una vera e propria riforma, perché una riforma dovrebbe stravolgere i punti cardine dell'ordinamento scolastico: è piuttosto un riordino. Siamo nel 2010 e stiamo solo oggi iniziando a superare una profonda crisi economica che ha necessariamente imposto dei tagli: prima si fanno i conti con le risorse a disposizione e poi si decide come procedere. Possiamo essere d'accordo sul fatto che Tremonti non sia un cabarettista, ma il suo lavoro lo sa fare bene ". In questo modo il coordinatore provinciale Giovane Italia, Clerici, ha risposto"agli ex amici di Futuro e Libertà" che hanno dichiarato di avere un'idea "abbastanza positiva della riforma" seppur con "degli errori di fondo: la riforma della scuola è stata fatta dal Ministero dell'Economia e non dal Ministero dell'Istruzione".

Il dibattito si è aperto anche in merito alla diatriba tra scuola pubblica e privata. "La scuola pubblica non si tocca – ha dichiarato il giovane democratico – va privilegiata rispetto alle scuole private". Politi si fa portavoce di una "scuola pubblica libera e plurale" e aggiunge che "si danno fondi esagerati alle scuole private". Più moderato sulla questione è, invece, Clerici. "Noi facciamo parte della destra sociale e non liberale: crediamo,come Massimiliano, nel valore che la scuola pubblica ha. Non si può, però, nemmeno dire che la scuola privata sia tutta da rottamare: cerchiamo di stabilire dei criteri per valutare il merito anche nelle scuole private".

martedì 23 novembre 2010

STOP AL CARO LIBRI!

La storica battaglia degli studenti di destra contro il caro libri approda facendosi sentire nelle scuole di Varese e provincia!
Da più di una settimana i militanti della Giovane italia stanno volantinando fuori dagli istituti del territorio per sensibilizzare gli studenti riguardo questa tematica che li interessa direttamente.


Il ministro Gelmini ha ascoltato le proposte portate avanti dal mondo della Destra Studentesca a livello nazionale e ha introdotto dall'anno scorso un TETTO MASSIMO DI SPESA per i libri di testo delle scuole superiori, sia licei che istituti tecnici e professionali, tetto che potrete trovare nell'immagine qui sotto.





Viste le spese pazze e fuori controllo di molti istituti, il provvedimento Gelmini è utilissimo per frenare questa situazione che per troppi anni ha caratterizzato la scuola superiore, ma non tutti rispettano le nuove regole. Nonostante gli studenti scendano in piazza a protestare senza sapere per cosa veramente protestano, il ministro va avanti sulla strada giusta, nell'interesse di tutti.

La Giovane Italia Varese e la sua componente studentesca, StudentInAzione, ha deciso di far partire un'indagine nel maggior numero di scuole possibile in tutta la provincia, e anche grazie all'aiuto di studenti che ci segnaleranno le loro spese potremo individuare le classi con la spesa più alta.

SEGNALATECI LE VOSTRE SPESE PER I LIBRI DI TESTO! Scriveteci a

giovaneitaliavarese@hotmail.it

studenti_varese@hotmail.it


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